poetry

Prigioni e catene

07_van-gogh-ronda-carcerati_672-458_resize

C’ è il mondo al di fuori di queste mura,

c’ è il cielo e le stelle e lo spazio

oltre questo soffitto

e della loro presenza che lacera  i vetri delle finestre

odo il Terrore,

attraverso sogni, paure, deliri

di cui mi so compiacere.

Meglio masturbarsi e godere

ed essere vuoti,

meglio tremare e non vivere

e restare da soli,

tanto un giorno si muore

e tutto questo si dimentica.

Ma persino a vent’ anni ?

E’ ora che tutto mi chiama

e di tutto ho paura,

dovrei cogliere l’ attimo

e andarmene,

fuggire lontano,

essere libero e sbronzo

e gridare

d’ essere stato anch’ io vivo.

Ma alla vista dell’ altezza

naufrago tra le vertigini,

già mi manca il respiro

e vacillo,

quiete maree mi sospingono

alle soglie della notte:

sto in un portico vuoto

a guardare la nebbia

e calata la sera

una donna intona il suo canto

e mi stupra.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...