poetry

Immagine sfocata di un’ istante della mia anima in movimento

Odio
Paura
Rimpianto
Ascoltate il vostro umile servo
Esaudite le mie preghiere.
Amarezza
Vergogna
Umiltà
Fallimento
Mi prostro da supplice al vostro regale cospetto, con chiappe al vento pronte a ricevere le vergate che mi sferzino colpo dopo colpo la pelle sensibile e nuda.
Ho simpatizzato ingenuo per le rabbie hip-hop sulla metro Bronx in corsa verso l’
oscurità dal fondo della Terra
Ho salvato la mia anima oppressa varcando la volta azzurra slanciandomi verso una nuvola dal marciapiede fradicio di neve sporca e fango
E benzina e puzza d’ estate flaccida rinsecchita nei corpi inermi soffocanti all’ alito caldo dell’ inverno che scompare
E purgatoriandomi martire tra queste strade perforo le mani e i piedi coi chiodi del Cristo appeso a una croce nudo
Tra le risate isteriche del boia che rallenta il feroce supplizio porgendo acqua al moribondo infranto in culle misere di stracci
Rivoltanti al solo colore marcio odorato fetido di miseria e pezzenteria scrostata dal fondo grasso della pentola calda di cucina fritta per porci.
E dalla nebbia ansante riemersi solo oltre quell’ orizzonte di case e mille finestre uguali ai miei piedi supplici
Laide puttane grasse di una lussuria senza freno che si stagliava colando dai cartelloni pubblicitari in festa
Ed io fingevo di rivoltar lo sguardo e ritirar le mani dal piacere che mi veniva porto su piatti d’ argento illudendomi
D’ essere ancora un passo oltre, oltre il materialismo, oltre le semplici gioie degli esseri che mi stavano a fianco sbavando
Dietro i loro culi in carne che s’ agitavano al primo tintinnare sordido di monete d’ argento sul fondo del portafogli del successo
Che s’ apriva a ventaglio e si chiudeva a ventaglio, sfrusciando banconote e gloria dal tetto irraggiungibile dei palazzi.
E così scrutando dalla bassa quota di uno studente universitario che non aveva ancora compiuto vent’ anni
Mi perdevo in quella nuova gioia ambiziosa di giungere ai vertici della catena infame della storia
Mi perdevo la spensieratezza che un giovane dovrebbe portare al suo fianco fino alle soglie della sopravvivenza e varcandole
Mi perdevo quegli attimi placidi di florida, vereconda, splendida pace
Mi perdevo
A tratti
La vita
Mi perdevo
Istante dopo istante
La felicità.

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