poetry

Come morire

Gettata nel mondo

annaspo

fra bionde chiome patrizie

e umani scarti di sobborgo.

Spaesata afferro il primo sguardo,

nella notte ennesima d’un pub affollato.

Affondo il mo vuoto,

nel silenzio indeciso del solitario

e rifiuto il vostro agio

e maledico il giorno in cui siete nati,

sputati

dalle vostre floride madri.

Io ascolto annoiata

il  chiacchiericcio insolente

le vostre vite canoniche

e il vostro morire a ogni

futilità ingorda che parla

attraverso le vostre labbra.

Ogni cazzata

è la vostra salvezza:

porgete l’agnello sacrificale

al vostro Dio che v’ha creati,

che vi coccola ora,

vitellini sociali.

Vi odio e v’invidio

io senza un Dio

abbandonata vilmente

al giogo notturno della folla.

Siete dei vermi miracolati

SON IO CHE SONO VIVA

SON IO CHE HO RAGIONE.

Voglio aver sonni tranquilli

e brillare nella vostra cloaca

come un Santo martire,

rapito, fustigato e immerso

nelle vostre putredini.

Vivere soli o morire con voi

nel lento sfilacciarsi delle vostre coscienze?

VIVERE SOLI.

E già muoio,

vinta.

 

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One thought on “Come morire

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