literature/poetry

Sensazioni effimere

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Il buio della notte si contrappone

a polvere di paradiso in setti nasali deviati

da insofferenze e frustrazioni;

e dita sporcate e bruciate da piattelle in fiamme,

con silenziosa veemenza, entrano

in vagine sudate e slabbrate,

con pattumi melodici che fungono da colonna sonora

di un delirante sabato notte.

Negri spacciatori usano paraffina e gesso,

come immensi pittori rinascimentali usufruiscono di lapislazzuli

per ornare opere che meravigliano l’ animo.

Neuroni caricati di dopamina

conferiscono poesia a squallide vie mondane,

dove dandies mendicano emozioni al di là di ogni ragionevole piacere.

Curve cefaliche pulsano, otturando il pensiero,

e istinti repressi riaffiorano splendidamente,

come gelsomini gialli sbocciano nel gelo invernale.

I ricordi si spengono in una coscienza lurida

come la reale percezione del firmamento,

mentre la “Nocturne” di Chopin mi culla nel vuoto della mia follia

e le pupille occupano iridi come barbari invasori.

A quale costo è appagato il bisogno di meraviglia ?

A un costo fin troppo alto

o fin troppo basso,

non mi è dato saperlo,

e qualunque sia la verità apparente

sono certo che anche questa notte

mi lascerò trascinare da quel limpido squallore,

sirena ingannatrice per animi inquieti.

O mi ingannerò di non pensare al tuo sguardo,

che mi manca,

pur non avendolo mai conosciuto.

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