poetry

MASSE

Gelido rancore muto
tra gli sguardi assuefatti.
Mutare rigido di
vesti e costumi in un
sostrato pesante di
obbedienza.
Acre odore di una notte,
fumo bollente di ogni
felice sostanza, che
sembra farci liberi
nel permesso negato
del suo uso svariato.
Quel maffioso ordine
di tessuti
simili e dall’apparenza
alternativi e uguali
stampati dal consumismo.
Tensione di una palpabile
deliziosa mancanza di autostima,
arroganza dalla faccia gentile,
doppia faccia malinconica,
serie di visi sperduti.
siamo come vogliono
macchiati d’omicidio
dell’arte e dell’intelligenza,
margherite bianche che,
al calar cupo della notte,
si chiudono tristi ma
inconsapevoli del motivo
imposto
del gesto,
dormendo al solo comando
della luce.
Gli occhi vacui
fuggono ad uno sguardo
profondo,
nel globo è tutto un
fuggi-fuggi.
Soffrire nel destino
di un’insostenibile
leggerezza della vita.
Lottando, salendo
controccorrente.

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