poetry

Lettera a tutti gli uomini

Vi ho sempre spiato

dall’ oscuro giardino

della mia anima.

Avete scontato  la morte

per tutta la vita,

avete buttato via tutto.

Nei vostri occhi

non vedevo

nient’ altro che morte,

nemmeno una goccia

di eternità.

Siete viscidi

come vermi

mentre strisciate dietro le signore

che si dilettano

ad arraparvi.

E’ come se un germe

da un giorno all’ altro

vi avesse infettati.

La folla

che ovunque si perde in file e file

di noia

puzza di aria stantia,

opprime le membra e lo spirito.

Ho provato orrore di voi

mentre consumavate

tutto quell’ odio.

Per i tipi scuri e taciturni come me

voi proporreste

lobotomia istantanea.

Per fortuna non mi conoscete,

per fortuna ho le mie maschere.

Grazie a dio abbiamo inventato il pudore,

ringrazio il cielo

di aver sempre avuto paura

di voi.

Ne ho visti, alcuni dei vostri esemplari,

sottoposti a elettroshock

vibrare

come foglie al vento.

Gli occhi sembravano uscirgli dalle orbite

a quel pazzo,

tanto vibrava.

Era energia artificiale

al servizio di chi non aveva più benzina

per la Ragione,

era il futuro !

Fate attenzione, bestie !

La cavalla della storia

sta cercando

di sgropparvi.

La perversione del matto

legato al lettino sudato con la camicia di forza

era la stessa

che ho visto in trincea.

E’ da allora che Dio

lo avete fatto sparire

in una fossa comune.

Una catasta di morti,

alta quanto il cielo,

alta quanto l’ Empire State,

si slancia ai comandi del dollaro.

Dollaro ! Redimimi !

Credi che solo il poeta

sia maledetto ?

Non li vedi tutti quei cani

che si bastonano

per un pezzo di pane ?

Uno sopra l’ altro

digrignano i denti

scorticandosi tra le pustole

della miseria.

La mia follia si staglia

al di là delle vostre guerre,

calpesta il vostro sangue,

le vostre carcasse.

Ho baciato i piedi di mia madre

crocifissa

a un palo della luce,

bruciata viva come un’ eretica

e spoglia

d’ ogni residuo

d’ umanità.

Non ho pianto, non ho detto parola,

ma la mia rabbia

ha superato i confini dell’ orizzonte.

Al calare del sole

un prete uccideva

l’ ultima orgia del giorno

coi chierichetti.

Monotonia … Panico …

Non trovo via di fuga

dai vostri stessi

terrori.

Un giorno mio figlio

succhierà tutta la vita che avevo

dai seni bianchi della mia mogliettina:

allora, e solo allora,

non avrete più l’ ardore

di farmi tanto schifo.

Ma, fino a quel giorno, non avvicinatevi

ai ciliegi maturi

del mio giardino,

mi troverete col fucile carico sulla porta

pronto a farvi saltare le cervella.

Vi schiaccerò come insetti

che ronzano

attorno alla merda.

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