poetry

Schizofrenia

Sospiri fugaci nascondono

Crisi d’identità.

Chi sono io?

Fragile bimba che s’aggrappa ai sogni come al suo pupazzo

O rossa femmina assetata di sesso e pazzie?

Dioniso sì, Dioniso mi strazia e mi dilania in due ego discordanti.

So chi non sono e non so chi sono.

Vi amo

Vi odio

Vi amo

Vi odio.

Misantropia buona e santa.

Fanciullezza ridicola che trapela nelle notti scomode

su treni silenziosi.

Vorrei essere una e sola, decisa e agguerrita;

poi cedo e grido a me stessa e piango e cazzo

mi odio quando piango.

Sensibilità che vorrei affossare.

Mordere la vita come una cagna feroce morde il bimbo dispettoso – mi mordo da sola, mi lacero l’anima la riduco a brandelli.

Vizio! Mio adorato avvolgimi!

Lucifero, povero diavolo, conducimi per la selva oscura!

Non permettete, doctores mea, che io pianga ancora per un gesto, una parola, uno sguardo.

Affilatemi sì, affilatemi i denti e la lingua in modo che non possano mai tornare come prima.

Sculacciatemi se m’intimorisco o se indietreggio

fra i miasmi dell’insicurezza.

Concedetemi il minimo della dolcezza,

quel che basta per addormentarsi fra le braccia d’un uomo.

 

Irene Arpe

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One thought on “Schizofrenia

  1. Palpitazioni mistiche,
    Trascinano il baratro piú vicino all’orizzonte degli eventi, la pelle si increspa, scroscia sugli scogli della mente.. poi torna la calma.. l’universo si é espanso.. lasciamoci soffrire in pace..

    Mi piace

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