poetry

Anime sottovuoto

Io…Io…Io…Io…Io…

l’ io è di impaccio…

vorrei essere buono…

ma c’ è l’ io

che mi divora.

 

Cammino veloce per le strade

brucio la terra

con la suola delle scarpe.

Serpeggiano esistenze, sguardi,

case, negozi, palazzi, parchi, macchine, tram

alle mie spalle.

Li scavalco

li pesto

li sporco

ci sputo sopra.

C’ è una macchia scura

che mi offusca la vista…

mi gira la testa…

persone, animali, donne, vecchi, bambini

l’ uomo ! l’ uomo ! l’ uomo !

 

L’ euforia si spegne subito

alla prima messa a fuoco.

Li odio tutti adesso… mi repellono…

li guardo dall’ alto della mia saccenza…

vedo deboli ! miseri ! ladri !

vedo la pace nei loro occhi,

vedo un’ ingenua felicità.

“Voglio tormentarmi

scrivere è sadico…”

me ne convinco…

Sono di nuovo Dio !

Inchinatevi alle mie parole

o bruciatemi vivo come un martire

del Tempo .

Non ignorate quest’ anima nera…

vi prego ! Tornate qui !

Non abbandonatemi solo !

E’ di voi che ho bisogno… aiuto !

 

Ho fallito

il mio compito

di uomo.

Sto seminando i pezzi…

la gente vola come piume al vento…

se non le acciuffi

ti scivolano affianco…

finisci per perderle…

Vorrei fermarmi, una volta,

fermare quello zozzo ladro del Tempo

vorrei inchiodarlo lì…

fermo…

allora guarderei tutti gli uomini

uno per uno

negli occhi

nell’ anima

che se ne stanno immobili…

senza fretta…

muti…

senza muovere un muscolo

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